| Circolare
n. 55 del 21 Maggio 2002
Ministero dell’Istruzione,
dell’Università e della Ricerca
Servizio per l’Automazione Informatica e l’Innovazione
Tecnologica
Piano Nazionale di Formazione degli
Insegnanti sulle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione
Linee guida per l'attuazione del
piano
e
presentazione dei percorsi formativi
Maggio 2002
Piano Nazionale di Formazione degli Insegnanti
sulle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione.
II piano costituisce l’attuazione del progetto sulle “Attività
di formazione inerenti le competenze informatiche e tecnologiche
del personale docente della scuola” approvato con decreto
della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 22 marzo 2001(Fondi
licenze UMTS).
INDICE
1. Percorsi formativi
1.1. Premessa
1.2. Livelli di competenza
1.3. Percorso formativo A: Informatica di base
1.4. Percorso formativo B: Didattica e tecnologie
1.5. Percorso formativo C: Gestione della infrastruttura tecnologica
1.6. Modalità di conduzione dei corsi e approccio metodologico
2. Linee guida per la selezione dei corsisti
3. Linee guida per gli aspetti organizzativi
4. Linee guida relative a materiali e servizi
5. Attività di monitoraggio
1. PERCORSI FORMATIVI
1.1. Premessa
La diffusione capillare dei computer e di Internet
ha indotto, in questi ultimi anni, profondi cambiamenti nei modi
di apprendere e di operare delle giovani generazioni. L’uso
delle diverse applicazioni produce cambiamenti nei modi in cui
sono svolte varie attività cognitive, ad esempio nel modo
di scrivere (wordprocessor), di ricercare l’informazione
(motori di ricerca, browser di rete), di disegnare (editori grafici),
di calcolare e organizzare dati (database e spreadsheet), di comporre
musica (editori musicali), di comunicare (posta elettronica e
sistemi di messaggistica e/o cooperazione), ecc. Si può
dire che gli studenti che usano il computer acquisiscono nuove
capacità di apprendimento basate su una continua pratica
di interazione con ambienti virtuali di gioco, di espressione,
di comunicazione ecc. Tale processo non può essere ignorato
dall’istituzione scuola che, da una parte, deve attrezzarsi
per fornire adeguato supporto di conoscenze e di abilità,
dall’altra, deve offrire queste possibilità a tutti,
onde evitare che queste nuove conoscenze si configurino come nuove
forme di esclusione. Nonostante la scuola italiana sia impegnata
da decenni in questa attività, non vi è dubbio che
la vastità e la rilevanza di tali problemi sia enormemente
cresciuta in questi ultimi anni, anche in concomitanza con l’affermarsi
della rete Internet come strumento pressoché indispensabile
di comunicazione, informazione ed oggi anche di formazione. Appare
evidente che gli obiettivi di garantire alle giovani generazioni:
• il possesso, alla fine del loro percorso scolastico, della
capacità di usare gli strumenti messi a disposizione dalle
tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC);
• cognizioni teoriche in grado di farne degli utenti consapevoli
delle potenzialità e dei limiti;
possono essere raggiunti solo nella misura in cui l’uso
delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione
(TIC) nella scuola italiana non rimane confinato all’interno
di specifici ambiti disciplinari, ma diventa una pratica diffusa
che coinvolge il complesso delle attività, didattiche e
non, che si svolgono all’interno dell’istituzione
scuola.
Il raggiungimento di tali obiettivi appare pertanto subordinato
al fatto che gli insegnanti siano, a loro volta, in grado di affrontare
questo compito connotato non tanto dalla trasmissione di conoscenze
tecniche specifiche, quanto dal cambiare il modo di fare scuola
e di saper utilizzare proficuamente le tecnologie nella didattica
quotidiana.
Se, fino ad oggi, la professionalità degli insegnanti si
sviluppava lungo due assi principali: le conoscenze disciplinari
e la capacità di progettare, organizzare, gestire processi
di apprendimento tesi a garantire la crescita culturale dei propri
allievi, oggi non può non prevedere un terzo asse centrato
sull’uso delle tecnologie.
E’ altresì opportuno tenere presente che le TIC si
presentano all’insegnante con una valenza triplice, vale
a dire come:
• strumenti di supporto all’organizzazione
e alla gestione della propria attività professionale; strumenti
cioè che possono aiutarlo a rendere più efficace
l’attività svolta dai docenti al di fuori della classe;
• strumenti a supporto della loro attività culturale
in quanto la rete Internet offre: la possibilità di reperire
materiali utili alla didattica delle discipline, la possibilità
di comunicare/collaborare in maniera proficua con colleghi ed
esperti lontani, la possibilità di partecipare a dibattiti
e seminari su temi di interesse senza la necessità di spostarsi
dalla loro scuola o dalla loro abitazione;
• strumenti in grado di migliorare e facilitare il processo
di apprendimento della disciplina da parte dei propri allievi;
La definizione di percorsi di formazione per insegnanti sulle
nuove tecnologie deve tenere conto di questi elementi di contesto
e non può quindi ridursi alla semplice acquisizione di
competenze di natura tecnica. Al contrario, il punto focale deve
essere costituito dall’intreccio tra tecnologia e didattica,
tecnologia e processi di apprendimento.
Il Piano di Azione eLearning, presentato al Consiglio e al Parlamento
Europeo il 28 marzo 2001, sintetizza gli obiettivi sopra delineati,
che dovrebbero essere raggiunti nel giro di pochi anni da tutti
gli stati membri, nel modo seguente:
• fare in modo che, entro la fine del 2003, tutti i ragazzi
abbiano acquisito una cultura digitale al termine degli studi;
• sostenere l’evoluzione dei programmi scolastici
per tenere conto dei nuovi metodi di apprendimento e dell’uso
delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione
entro la fine del 2002;
• impartire una adeguata formazione a tutti gli insegnanti;
entro la fine del 2002, adeguare i programmi di formazione degli
insegnanti e stabilire incentivi per indurli a utilizzare davvero
le tecnologie digitali nella propria attività didattica.
Individua inoltre come necessario per il raggiungimento di tali
obiettivi:
• dotare tutte le scuole di un accesso a Internet e alle
risorse multimediali entro la fine del 2001 e tutte le aule scolastiche
(Internet rapida) entro la fine del 2002;
• collegare progressivamente le scuole alle reti di ricerca
entro la fine del 2002;
• raggiungere il rapporto di 5-15 allievi per computer multimediale
nel 2004;
• garantire la disponibilità di servizi di supporto
e di risorse didattiche su Internet e predisporre piattaforme
di apprendimento per via elettronica ad uso di insegnanti, studenti
e genitori entro la fine del 2002;
Queste dotazioni di natura infrastrutturale, nel giro di pochi
anni, comporteranno nelle nostre istituzioni scolastiche:
• la presenza di non meno di 50-60 calcolatori per istituto;
• la esistenza di una rete locale con accessi estesi a tutti
i locali dell’edificio, compresa ogni singola aula;
• la presenza di una connettività ad Internet, a
sua volta estesa a tutti locali del l’edificio scolastico;
• la presenza, all’interno della scuola, di calcolatori
tesi a fornire servizi all’interno e all’esterno.
I percorsi formativi di seguito presentati tengono conto di questo
intreccio tra tecnologia, didattica e organizzazione che la scuola
italiana si trova ad affrontare.
1.2. Livelli di competenza
Quanto delineato in premessa porta a individuare, come necessari
all’interno delle istituzioni scolastiche, tre livelli di
competenze relativi alle TIC:
Competenze di base sull’uso del computer opportunamente
coadiuvate da conoscenze tese a supportare l’integrazione
delle tecnologie nell’attività didattica ed extradidattica
dei docenti.
Tale livello dovrebbe essere posseduto da tutti gli insegnanti.
Conoscenze/Competenze avanzate circa l’intreccio tra didattica
e tecnologie, relative cioè alle risorse didattiche presenti
in rete, all’impatto delle TIC sulle discipline, sui processi
di apprendimento, sui processi di collaborazione e apprendimento
in rete, sui processi di valutazione dell’apprendimento
e dell’insegnamento. Non vanno trascurate infine le conoscenze
delle nuove possibilità di integrazione dei disabili offerte
dal diffondersi delle TIC.
Ogni istituzione scolastica dovrebbe avere al proprio interno
almeno una figura con tali capacità.
Competenze informatiche avanzate tese a garantire, all’interno
di ogni singola istituzione scolastica, una adeguata capacità
di progettazione, sviluppo, utilizzo proficuo e governo della
infrastruttura tecnologica
Ogni istituzione scolastica dovrebbe avere al proprio interno
una figura con tali capacità o almeno condividerla con
altre scuole.
Nei paragrafi che seguono vengono indicati i titoli e sinteticamente
descritte le finalità dei diversi moduli in cui si strutturano
i tre percorsi, mentre la loro dettagliata articolazione è
riportata negli allegati.
1.3. Il percorso formativo A: Informatica di
base
1.3.1. Presentazione
I corsisti possono scegliere 10 moduli da un paniere di 14, suddivisi
in due aree:
• sette fanno riferimento agli obiettivi delineati nell’European
Computer Driving Licence (ECDL) che individua sette aree di competenza,
per ognuna delle quali sono precisati, all’interno di un
syllabus, le abilità da raggiungere;
• sette esplorano i temi relativi all’intreccio tra
nuove tecnologie, didattica, modelli di apprendimento e professionalità
docente con la presenza di un modulo su alcuni concetti di informatica
teorica.
L’organizzazione dei corsi prevede che ogni docente possa
costruire un proprio percorso individualizzato scegliendo i 10
moduli da seguire tra i quattordici proposti. In tal modo qualunque
percorso il docente abbia costruito comprenderà almeno
3 moduli di ognuna delle due aree. Vengono così garantiti
sia l’acquisizione di competenze e abilità nell’uso
degli strumenti tecnologici, sia momenti di riflessione e di approfondimento
sulla rilevanza didattica delle Tecnologie dell’Informazione
e della Comunicazione. Tale flessibilità consente ai docenti
di approfondire i temi verso i quali hanno maggiore interesse
e di integrare e completare le competenze già possedute.
Al fine di promuovere l’interesse dei docenti e di favorire
l’applicazione immediata di quanto appreso, la scelta dei
materiali e delle proposte esercitative riguarderà problematiche
didattiche e ambiti disciplinari: infatti, lo studio di casi mirati
all’attività scolastica quotidiana è un mezzo
per aumentare la consapevolezza del valore aggiunto delle TIC.
Le attività proposte andranno quindi scelte tenendo conto
dell’ordine di scuola da cui provengono i corsisti.
1.3.2. Articolazione dei Moduli
MODULO 1 - Concetti teorici di base
Mettere in grado di:
• comprendere i concetti fondamentali riguardanti le Tecnologie
della Informazione e della Comunicazione;
• descrivere la struttura e il funzionamento di un personal
computer;
• comprendere come si strutturano le reti informatiche e
quali impatti determinano sulla società contemporanea;
• conoscere i criteri ergonomici da adottare quando si usa
il computer;
• individuare i problemi riguardanti la sicurezza dei dati
e gli aspetti legali.
MODULO 2 - Uso del computer e gestione dei file
Mettere in grado di:
• descrivere le principali funzioni di base di un personal
computer e del suo sistema operativo;
• organizzare e gestire file e cartelle;
• lavorare con le icone e le finestre;
• usare semplici strumenti di editing e le opzioni di stampa.
MODULO 3 - Elaborazione testi
Mettere in grado di:
• definire le funzionalità di un software per l’elaborazione
di testi;
• effettuare le operazioni necessarie per creare, formattare
e rifinire un documento;
• utilizzare le funzioni per creare e gestire tabelle;
• inserire grafici ed immagini in un documento;
• effettuare la stampa di un documento per l'invio ad una
lista di destinatari.
MODULO 4 - Foglio elettronico
Mettere in grado di:
• definire le funzionalità di un software per gestire
un foglio elettronico;
• utilizzare le operazioni fondamentali per creare e formattare
un foglio elettronico;
• utilizzare le funzioni aritmetiche e logiche di base;
• importare oggetti nel foglio e rappresentare graficamente
i dati in esso contenuti.
MODULO 5 - Basi di dati
Mettere in grado di:
• comprendere i concetti fondamentali sulle basi di dati;
• creare una semplice base di dati usando un pacchetto software
standard;
• estrarre informazioni da una base di dati esistente usando
gli strumenti di interrogazione, selezione e ordinamento disponibili,
e di generare i rapporti relativi.
MODULO 6 - Strumenti di presentazione
Mettere in grado di:
• descrivere le funzionalità di un software per generare
presentazioni;
• utilizzare gli strumenti standard per creare presentazioni
per diversi tipi di audience e di situazioni;
• utilizzare le funzionalità di base disponibili
per comporre il testo, inserire grafici e immagini, aggiungere
effetti speciali.
MODULO 7 - Reti informatiche
Mettere in grado di:
• dominare i concetti fondamentali sulle reti informatiche;
• ricercare informazioni e comunicare con altri utenti;
• utilizzare Internet per la ricerca di dati e documenti
nella rete;
• utilizzare le funzionalità di un browser;
• utilizzare i motori di ricerca e eseguire stampe dal Web;
• comunicare per mezzo della posta elettronica;
• inviare e ricevere messaggi, allegare documenti a un messaggio,
organizzare e gestire cartelle di corrispondenza.
MODULO 8 - Dal problema al programma
Mettere in grado di:
• conoscere alcuni concetti fondamentali dell’informatica:
(algoritmo, automa, linguaggio formale);
• cogliere l’intreccio tra alcuni principi di matematica
e di logica con gli sviluppi e le applicazioni verificatisi in
campo informatico;
• sviluppare un semplice caso in cui si passa dall’analisi
del problema alla rappresentazione algoritmica della sua procedura
risolutiva e alla sua esecuzione sul computer;
MODULO 9 - Comunicazione e tecnologie
Far comprendere:
• come cambia il modo di comunicare con l’uso delle
TIC;
• il rapporto tra l’interfaccia grafico-testuale di
un prodotto di comunicazione multimediale e l’efficacia
della comunicazione;
• quali strumenti e metodi sono più efficaci per
produrre comunicazioni multimediali.
MODULO 10 - Processi di apprendimento/insegnamento e Tecnologie
Didattiche
Far comprendere:
• quale ruolo giocano le TIC nei processi di apprendimento/insegnamento
e in particolare quali sono le strategie di uso delle TIC per
realizzare apprendimenti individualizzati e apprendimenti collaborativi;
• i principi della didattica basata su progetti;
• l’utilità di preparare comunicazioni didattiche
basate su TIC.
MODULO 11 - Discipline e TIC
Far comprendere:
• qual è l’impatto delle TIC sulla propria
disciplina e sulla sua didattica;
• come possono essere utilizzati gli strumenti informatici
per facilitare e migliorare lo studio della disciplina;
• come individuare, scegliere e usare il software didattico
disponibile e quali risorse di rete sono rilevanti per l’apprendimento
della disciplina.
MODULO 12 - Ambienti di apprendimento e TIC
Far comprendere il concetto di ambiente di apprendimento e le
metodologie utilizzabili per il suo sviluppo.
MODULO 13 - Collaborare e apprendere in rete
Fare comprendere:
• qual è il valore aggiunto delle reti telematiche
alla didattica;
• l’utilità di partecipare attivamente a una
comunità di pratica e di apprendimento;
• le principali caratteristiche della comunicazione a distanza
e come applicarle ai processi di apprendimento.
MODULO 14 - Valutazione e TIC
Far comprendere:
• come progettare una prova di valutazione automatizzata;
• le funzioni e le caratteristiche dei sistemi automatici
di valutazione;
• i principi e i metodi di valutazione dei sistemi formativi
basati sulle TIC.
1.4. Il percorso formativo B: Didattica e tecnologie
1.4.1. Presentazione
Questo percorso consta di dieci moduli che ogni corsista è
tenuto a seguire e la loro scansione è flessibile perché
in ogni corso va definita tenendo conto degli interessi, delle
competenze pregresse, delle conoscenze dei corsisti. Per questo,
ogni modulo è pensato con una forte coerenza interna, ma
una debole interrelazione con gli altri. Inoltre la ricchezza
di ogni modulo lascia spazio, in sede di erogazione del corso,
ad una organizzazione che si adegui alla variabilità di
situazioni che possono determinarsi nei singoli gruppi.
1.4.2 Articolazione dei Moduli
MODULO 1 - Innovazione nella scuola e Tecnologie Didattiche
Far comprendere:
• il concetto di tecnologie didattiche e la differenza tra
le TD e l’uso delle tecnologie nella didattica;
• come le TD si sono sviluppate nel tempo e quale ruolo
possono giocare nella innovazione didattica;
• i nodi cruciali di ogni politica di introduzione delle
TD nella scuola.
• le più significative politiche adottate a livello
nazionale e internazionale;
MODULO 2 - Processi di apprendimento/insegnamento e Tecnologie
Didattiche
Far comprendere:
• quale ruolo giocano le TIC nei processi di apprendimento/insegnamento
e in particolare quali sono le strategie di uso delle TIC per
realizzare apprendimenti individualizzati e apprendimenti collaborativi;
• i principi della didattica basata su progetti;
• l’utilità di preparare comunicazioni didattiche
basate su TIC;
MODULO 3 - Discipline e TIC
Far comprendere:
• qual è l’impatto delle TIC sulla propria
disciplina e sulla sua didattica;
• come possono essere utilizzati gli strumenti informatici
per facilitare e migliorare lo studio della disciplina;
• come individuare, scegliere e usare il software didattico
disponibile e quali risorse di rete sono rilevanti per l’apprendimento
della disciplina;
MODULO 4 - Ambienti di apprendimento e TIC
Far comprendere:
• il concetto di ambiente di apprendimento;
• le metodologie utilizzabili per il suo sviluppo;
MODULO 5 - Collaborare e apprendere in rete
Fare comprendere:
• qual è il valore aggiunto delle reti telematiche
alla didattica;
• l’utilità di partecipare attivamente a una
comunità di pratica e di apprendimento;
• le principali caratteristiche della comunicazione a distanza
e come applicarle ai processi di apprendimento;
MODULO 6 - Valutazione e TIC
Far comprendere:
• come progettare una prova di valutazione automatizzata;
• le funzioni e le caratteristiche dei sistemi automatici
di valutazione;
• i principi e i metodi di valutazione dei sistemi formativi
basati sulle TIC;
MODULO 7 - Integrazione dei disabili e TIC
Far comprendere:
• il ruolo delle TIC nell’integrazione dei disabili
e degli studenti con difficoltà di apprendimento;
• come usare, nel contesto scolastico in cui si opera, i
principi pedagogici e le tecnologie disponibili partendo dall’analisi
di buone pratiche;
MODULO 8 - Gestione della scuola e TIC
Far comprendere:
• come usare le TIC nella gestione scolastica;
• quale contributo possono dare gli insegnanti all’innovazione
della scuola utilizzando le TIC;
MODULO 9 - Formazione professionale continua e TIC
Far comprendere:
• l’utilità dell’open learning come strumento
di accrescimento della propria professionalità;
• le risorse esistenti per la formazione continua;
• i vantaggi di partecipare attivamente alla comunità
di pratica degli insegnanti;
MODULO 10 - Formazione in rete
Mettere in grado di:
gestire corsi in rete;
progettare e organizzare corsi in rete.
1.5. Il percorso formativo C: Gestione della
infrastruttura tecnologica
1.5.1. Presentazione
In questa area si propongono due possibili percorsi:
• Livello-C1
E’ un percorso teso a creare una figura in grado di gestire
le reti delle scuole nel loro uso quotidiano, configurare le stazioni
di lavoro, installare e disinstallare i software applicativi e
didattici, fornire supporto ai docenti della scuola o della rete
di scuole per l’uso degli strumenti tecnologici. Inoltre,
tale figura deve possedere una visione dello sviluppo delle tecnologie
sufficiente per fornire consulenza ai dirigenti scolastici riguardo
alle scelte che la scuola deve effettuare in questo campo.
• Livello-C2
E’ un percorso teso a creare una figura che, oltre a possedere
le competenze previste per il Livello-C1, deve essere in grado
di sovrintendere alla progettazione, realizzazione, organizzazione
e gestione di una rete di istituto o fra istituti e/o enti esterni.
Una figura, cioè, fortemente caratterizzata da competenze
relative alle reti locali e geografiche, ai principali protocolli
Internet, ai sistemi operativi di rete, alle architetture applicative,
ai servizi erogabili e fruibili via rete ecc.. Tali conoscenze
dovranno poi essere coniugate con specifiche abilità relative
alla installazione, configurazione e gestione di server di rete
e dei relativi servizi: mail server, ftp server, Web server, news
server, list server, proxy server, sistemi di messaggistica/ collaborazione/
conferencing complessi.
Nell’ultima pagina dell’allegato che illustra i percorsi
di questa area, si trova una tabella riassuntiva con l’indicazione
dei moduli che concorrono a costruire ognuno di essi.
La distinzione consiste sostanzialmente nella capacità
o meno di operare su sistemi server e la durata dei due corsi
è diversa: il livello C1 si articola come gli altri in
10 moduli per complessive 120 ore, mentre il livello C2 prevede
14 moduli con un impegno di 168 ore ( 84 in presenza e 84 in autoformazione).
Le Direzioni Regionali attiveranno corsi per i livelli C1 e C2
sulla base delle domande pervenute e, nonostante alcuni moduli
siano comuni ad entrambi i percorsi, è preferibile che
i gruppi classe siano separati per i due livelli.
1.5.2 Articolazione dei Moduli
MODULO 1 - Infrastrutture informatiche all’interno di un
istituto scolastico
Mettere in grado di:
• Identificare e documentare i requisiti hardware e software
dell’infrastruttura informatica dell’istituto scolastico;
• Valutare e raccomandare prodotti hardware e software;
• Prevenire i problemi e risolverli;
• Identificare e discutere aspetti relativi alla legalità
e alla privacy;
MODULO 2 - Computer Hardware
Mettere in grado di:
• Identificare, descrivere, installare e usare le principali
piattaforme hardware;
• Descrivere, riconoscere, installare e configurare componenti
hardware;
MODULO 3 - Computer Software
Mettere in grado di:
• Descrivere, identificare, usare software di sistema di
diversi produttori su differenti piattaforme;
• Descrivere e usare le più diffuse categorie di
software applicativo;
• Installare, disinstallare, configurare e aggiornare software
di sistema e applicativi;
• Identificare i più usati linguaggi di programmazione;
• Saper riconoscere e usare costrutti procedurali e object-oriented;
• Saper indicare e descrivere le tecnologie software emergenti;
MODULO 4 - Individuazione dei malfunzionamenti
Mettere in grado di:
• Descrivere strategie e tecniche di individuazione dei
malfunzionamenti;
• Individuare e risolvere semplici malfunzionamenti hardware
e software di sistema;
• Individuare e risolvere semplici malfunzionamenti dei
dispositivi periferici;
• Individuare e risolvere semplici malfunzionamenti di rete;
• Individuare e risolvere problemi di rete complessi;
• Usare utility per testare una rete;
MODULO 5 - Conoscenze fondamentali sulle reti
Mettere in grado di identificare e descrivere:
• vantaggi e svantaggi di ambienti di rete e non di rete;
• gli aspetti relativi alla sicurezza, privacy, ridondanza,
ecc connessi agli ambienti di rete;
• aspetti relativi alle convenzioni per i nomi (user-id,
e-mail, password, ecc) ;
• protocolli e standard di rete;
MODULO 6 - Hardware di rete
Mettere in grado di:
• identificare e descrivere le funzioni e i requisiti dei
componenti hardware di un server di rete;
• identificare e descrivere le funzioni e i requisiti dei
componenti hardware di un client di rete;
• identificare e descrivere le funzioni, i requisiti, i
vantaggi e gli svantaggi dei vari mezzi trasmissivi (doppini,
cavi coassiali, fibra ottica, tecnologie senza fili) ;
• identificare e descrivere le principali funzioni degli
strumenti hardware per la connettività di rete;
• identificare e descrivere la funzione dei dispositivi
di memorizzazione di rete e di altre periferiche;
• Installare e configurare un server, un client, dispositivi
di memorizzazione, una rete;
• Usare dispositivi di connettività;
MODULO 7 - Sistemi operativi di rete
Mettere in grado di:
• descrivere le principali funzioni dei componenti software
di un server di rete;
• descrivere le principali funzioni degli attuali sistemi
operativi di rete;
• Installare e configurare server software di rete locale,
driver, routing;
• Installare e connettere più server di rete;
• Installare e configurare software antivirus;
• Installare e configurare software client di rete;
• Installare un proxy server;
MODULO 8 - Reti di reti
Mettere in grado di:
• distinguere tra topologie WAN e MAN;
• distinguere tra opzioni basate su router, switch e bridge;
• conoscere i passi necessari per connettere una rete ad
Internet;
• distinguere le differenze tra una connessione dial-up
e una connessione dedicata;
• definire le componenti software fondamentali di una WAN;
• spiegare le funzioni e gli scopi di un firewall;
• configurare liste di accesso per limitare il traffico
ed aumentare la sicurezza;
MODULO 9 - Amministrazione e gestione di una rete
Mettere in grado di:
• conoscere le procedure per garantire la sicurezza di una
rete;
• gestire gli account;
• progettare, installare e mantenere una struttura di directory;
• saper assegnare agli utenti appropriati diritti;
• saper effettuare procedure di backup, recovery e controllo;
MODULO 10 - Progetto di reti
Mettere in grado di:
• progettare una rete locale;
• verificare attraverso l’applicazione e il confronto
fra corsisti il livello di conoscenze e competenze acquisite;
MODULO 11 - Struttura e organizzazione di Internet
Mettere in grado di:
• conoscere la storia, l'organizzazione e la struttura di
Internet;
• distinguere fra Internet e WWW e tra siti Intranet, Extranet
e Internet;
MODULO 12 - Navigare in Internet
Mettere in grado di:
• usare particolari tipi di file e protocolli e di meccanismi
di accesso remoto;
• usare tool e utilità Internet, installare e configurare
browser, lettori di newsgroup, client di chat;
MODULO 13 - Realizzazione di pagine Web
Mettere in grado di:
• conoscere i principi di progettazione di una pagina Web
e gli strumenti per produrla;
• sviluppare pagine Web con l'uso di opportuni strumenti
software di authoring e programmazione che permettano l'inserimento
di link, frame, tabelle, opzioni di accessibilità per disabili;
MODULO 14 - Componenti multimediali per il Web
Mettere in grado di:
• valutare e usare strumenti di utilità e produzione
grafica anche animata per inserire e modificare componenti multimediali
(immagini, immagini animate, file sonori, video streaming) in
una pagina Web;
MODULO 15 - Interattività sul Web
Mettere in grado di:
• configurare e gestire elementi di interattività
in una pagina Web: password, cookies, chat room, gruppi di discussione;
• conoscere le principali tecniche di programmazione sul
lato server;
MODULO 16 - Creazione e mantenimento di un sito Web
Mettere in grado di:
• conoscere le procedure necessarie per ottenere un dominio
Internet, la registrazione di un sito e la notificazione a motori
di ricerca;
• installare e configurare il software per la gestione di
un sito Web;
• utilizzare software per la creazione e l'aggiornamento
di un sito;
• implementare appropriate misure di sicurezza;
MODULO 17 - Internet Server
Mettere in grado di:
• installare e configurare un Web server, un proxy server,
un list server, un chat server, un news group server;
• installare e configurare un firewall e saperne spiegare
necessità e funzioni.
1.6. Modalità di conduzione dei corsi
e approccio metodologico
1.6.1. Aspetti comuni
La elevata consistenza numerica delle azioni formative prospettate
rende alquanto complessa la gestione e richiede che vengano stabilite
con rigore e molta chiarezza le modalità di conduzione,
le figure professionali coinvolte e i loro compiti, ma anche il
tipo di materiali disponibili, i criteri con cui sono stati prodotti
e l’uso più funzionale che può esserne fatto
in aula.
L’intreccio di azioni, persone e materiali didattici suggerisce
che per ogni corso siano previsti:
• direttore del corso, di solito coincidente con il dirigente
scolastico dell’istituto in cui si tengono i corsi, che
sarà il garante del corretto svolgimento dell’attività
e avrà il compito di coordinarla;
• responsabile organizzativo, individuato dal dirigente
scolastico fra il personale docente del proprio istituto, che
avrà il compito di assicurare la continuità fra
i diversi interventi formativi, tenere rapporti diretti con i
corsisti, distribuire i materiali, curare gli aspetti formali
e logistici ecc.;
• tutor d’aula, scelti in base alle competenze e alle
esperienze possedute rispetto ai temi trattati nei moduli, che
avranno il compito di gestire gli incontri con il supporto dei
materiali messi a disposizione. I tutor d’aula cureranno,
utilizzando un’apposita piattaforma software in grado di
consentire la costituzione di classi virtuali, forme di attività
in rete con i corsisti del proprio gruppo;
• assistenza in rete, fornita da chi ha prodotto i materiali,
che offrirà aiuto on-line ai corsisti durante l’attività
di autoformazione.
Le figure del responsabile organizzativo e del tutor d’aula
possono coincidere ed è, comunque, auspicabile che ogni
singolo corso sia tenuto da non più di due, massimo tre,
tutor d’aula.
Inoltre il docente, che avrà frequentato il percorso formativo
B, svolgerà le funzioni di counselor per i corsisti di
tipo A della sua scuola.
Le attività sono articolate in moduli di dodici ore di
cui sei da svolgere in aula e sei in autoformazione. Per ciascuno
di essi vengono forniti, via Internet, materiali strutturati destinati
a supportarne lo svolgimento secondo la seguente scansione standard,
studiata per rendere la fruizione più efficace possibile:
• 2 ore di autoformazione tese a introdurre il modulo
• 3 ore di aula tese a impostare e sviluppare i temi del
modulo
• 4 ore di autoformazione tese a presentare approfondimenti
concettuali e arricchimenti operativi,
• 3 ore di aula tese a stimolare analisi critiche e a sistematizzare
le competenze acquisite.
I materiali, oltre ad avere una struttura coerente con questa
scansione, rispondono anche a precisi requisiti di natura metodologica
e fanno riferimento a situazioni vicine al tipo di lavoro svolto
dal docente. L’insieme della documentazione che accompagna
ogni modulo, infatti, ha la seguente tipologia:
• materiali di tipo informativo sui contenuti
• proposte di casi da analizzare e di esercitazioni da svolgere
• materiali di approfondimento e di analisi critica (repertorio
di esperienze, documenti argomentativi, comparativi, problematizzanti,
ecc.)
e le seguenti aree di riferimento:
• ambito della didattica
• ambito dell’aggiornamento professionale
• ambito della gestione scolastica.
Il lavoro in aula, pertanto, sarà incentrato per un verso
sul lavoro di gruppo e cooperativo, per un altro sull’analisi
di casi, sulla ricerca tramite computer, sulla elaborazione di
ipotesi di interventi da svolgere in classe o a scuola e da verificare
concretamente.
L’organizzazione dei materiali è studiata in modo
da assicurare il necessario aiuto oltre che al corsista, anche
al tutor d’aula e a chi intende approfondire, in momenti
successivi, le proprie conoscenze.
Le attività d’aula si svolgeranno in orario pomeridiano
alla presenza del tutor, preferibilmente con incontri settimanali,
per dare modo ai corsisti di effettuare l’autoformazione
presso la propria abitazione o presso la propria sede di servizio.
I Dirigenti scolastici dovranno adoperarsi per mettere a disposizione
le necessarie postazioni di lavoro e favorire in ogni caso lo
studio di chi frequenta i corsi consentendo l’accesso all’aiuto
in linea.
I materiali, reperibili presso i diversi portali, sono di proprietà
del MIUR e possono essere liberamente fruiti o riprodotti per
uso didattico. Tali materiali devono essere fruibili dall’utente
finale senza bisogno di prodotti specifici utilizzando strumenti
liberamente reperibili in rete o messi a disposizione gratuitamente
dai produttori.
1.6.2. Indicazioni per il Percorso formativo
A – Informatica di base
La conduzione dei corsi dovrà tenere presente i seguenti
elementi.
• La procedura consiste nel proporre ai corsisti sette moduli
relativi alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione
e sette relativi all’intreccio fra tecnologia e didattica.
Ogni corsista deve elaborare un proprio piano formativo di dieci
moduli scegliendone almeno tre da ciascuna delle due tipologie
sopra citate.
• La frequenza ai moduli relativi alle tecnologie deve precedere
quella degli altri moduli perché la conoscenza dei contenuti
informatici di base è propedeutica rispetto allo studio
della loro applicazione nella didattica.
• I materiali di questo intervento formativo saranno disponibili
sul portale dell’INDIRE e avranno la struttura e l’impostazione
ritenute funzionali al raggiungimento degli obiettivi previsti
per ciascun modulo, alla modalità di conduzione dei corsi,
alla tipologia dell’utenza. I tutor, che avranno modo di
esaminare la documentazione in anticipo e di contattare i produttori
per definire la migliore strategia di fruizione, sono invitati
a servirsene, anche se potranno apportare alcune integrazioni
dettate da specifiche esigenze locali e compatibilmente con i
vincoli di spesa.
• L’approccio metodologico, incentrato sull’apprendere
con l’utilizzo del computer, sul lavoro cooperativo e sull’analisi
di casi riferiti a contesti didattici, risponde ad alcuni principi
che sono stati illustrati nel documento sui percorsi formativi.
• I sette moduli di tipo tecnologico corrispondono a quelli
in cui si articola la ECDL (European Computer Driving License),
nota anche come patente informatica europea. Il corsista che lo
desidera può chiedere di conseguirla sottoponendosi ai
test previsti per tale certificazione presso uno degli istituti
statali sede di test center riconosciuti. Le Direzioni Regionali
troveranno opportune modalità e risorse per favorire il
conseguimento dell’ECDL da parte dei corsisti interessati.
1.6.3. Indicazioni per il Percorso formativo
B – Didattica e tecnologie
La conduzione dei corsi dovrà tenere presente i seguenti
elementi
• La procedura prevede che ogni corsista segua i dieci moduli
indicati, ma la loro scansione può essere modificata sulla
base di particolari esigenze locali perché i materiali
di supporto verranno organizzati proprio in questa ottica. In
definitiva, è importante che il corsista pervenga ad avere
una chiara visione di come utilizzare le TIC nell’aggiornare
la propria preparazione (area professionale), nella gestione del
processo di apprendimento (area didattica) e nelle altre attività
scolastiche (area organizzativo-gestionale).
• La particolare finalità di questo intervento formativo
richiede che vengano particolarmente enfatizzate la dimensione
del lavoro cooperativo e della progettazione. Ciò significa
che l’attività d’aula dovrà essere prevalentemente
rivolta a discutere su casi ed esperienze così come a progettare
linee di azione su cui confrontarsi successivamente.
• Il tutor sarà quindi chiamato a svolgere prevalentemente
il ruolo di stimolatore/animatore/controllore di processi piuttosto
che quello di trasmettitore di conoscenze.
1.6.4. Indicazioni per il Percorso formativo
C – Gestione della infrastrutture tecnologica
La conduzione dei corsi dovrà tenere presenti i seguenti
elementi:
• I percorsi sono entrambi tesi al raggiungimento di specifiche
e determinate abilità operative, che però non possono
in alcun modo prescindere da una adeguata conoscenza dei concetti
relativi ai temi affrontati. E’ necessaria, pertanto, una
particolare cura nell’integrare l’attività
di laboratorio e la trattazione dei principi teorici a cui fanno
riferimento. In particolare alcuni dei moduli si prestano bene
a venire affrontati con tecniche di case study (ad esempio il
modulo 1), altri prevedono una prevalente attività di laboratorio
(ad esempio i moduli 6, 7, 9 e 17), altri ancora dovrebbero veder
impegnati i corsisti in vere e proprie attività di progettazione
(ad esempio i moduli 10 e 13).
• Le attività di laboratorio sono, in questo caso,
una componente essenziale del percorso formativo e pertanto si
dovranno svolgere in ambienti in cui è anche possibile
simulare adeguatamente una rete locale all’interno dell’edificio
scolastico.
• Il sistema operativo del/dei server deve essere coerente
con le opzioni espresse dal corsista in fase di iscrizione per
consentirgli di operare su un sistema con caratteristiche più
vicine possibile a quello presente nella sua scuola.
• Le attività esercitative devono riguardare i principali
servizi di rete quali configurazione di un DNS, servizi di mailing,
file transfer, servizi Web, servizi di directory ecc.
• Le attività di ricerca/analisi dei malfunzionamenti
vanno riferite a casi concreti per i quali i corsisti devono impegnarsi
a trovare effettive soluzioni.
2 LINEE GUIDA PER LA SELEZIONE DEI CORSISTI
2.1 Percorso formativo A
Premessa:
Il numero previsto dei partecipanti di tipo A è di circa
160.000 unità, numero che consente di coinvolgere circa
il 20% del personale docente in ruolo presso ciascuna istituzione
scolastica.
Se si considera però che, negli Istituti tecnici e professionali,
le competenze sull’uso delle TIC nella didattica sono più
diffuse e consolidate, le Direzioni scolastiche regionali potrebbero
prevedere un minor coinvolgimento dei docenti di tali istituti
a favore di quelli delle scuole elementari (comprese quelle dell’infanzia),
in previsione dell’attuazione della riforma del sistema
scolastico.
Criteri:
L’accesso al corso è prioritariamente riservato a:
• docenti con scarsa o nessuna competenza sulle TIC.
• docenti che non hanno presentato domanda di pensionamento
o siano nelle condizioni previste per poterla presentare fino
all’a.s. 2004/2005.
• docenti che non hanno presentato domanda per partecipare
agli altri due interventi formativi (destinatari dei percorsi
di tipo B e C).
Indicazioni generali
Nel caso di docenti in servizio su più scuole, la domanda
deve essere inoltrata dall’istituzione scolastica che liquida
lo stipendio
Il gruppo di docenti, pari a circa il 20% del personale docente
di ruolo della scuola, dovrebbe essere il più possibile
vario per quanto riguarda le discipline insegnate ed equamente
distribuito tra le sedi, plessi e/o ordini di scuola di cui l’istituzione
è eventualmente composta.
E’ opportuno che, presso ogni scuola, venga predisposto
un elenco di docenti, anche in numero eccedente i posti previsti,
al fine di garantire la sostituzione di eventuali docenti rinunciatari.
Per affrontare il percorso formativo, in cui si integrano attività
in presenza e in autoformazione, occorre che il docente abbia
la disponibilità di un PC dotato di collegamento Internet
e di account di posta elettronica in modo da fruire dei materiali
e servizi resi disponibili in rete nonché applicare e sperimentare
quanto appreso.
A tal fine i Dirigenti di tutte le istituzioni scolastiche sono
tenuti a:
• mettere a disposizione dei docenti che frequentano i corsi
postazioni di lavoro dotate di collegamento Internet, per almeno
tre ore settimanali e per tutta la durata del corso di formazione;
• favorire l’attività di supporto svolta dal
docente che ha completato il percorso formativo B o del docente
esperto già presente nella scuola.
E’ data facoltà, al docente che
lo dichiara nella domanda di partecipazione, di effettuare l’autoformazione
con attrezzatura personale.
I tutor d’aula provvederanno a che ogni docente abbia un
proprio account di posta elettronica, aiutandolo eventualmente
ad acquisirlo.
2.2 Percorso formativo B
Premessa:
Al fine di garantire ad ogni scuola un collaboratore esperto nell’uso
didattico degli strumenti tecnologici con funzioni di consulenza
e supporto per gli altri docenti, il progetto prevede che il dirigente
scolastico individui un docente di ruolo (due nel caso di scuola
dell’obbligo con più di 700 alunni), scelto secondo
i seguenti criteri.
Criteri:
• Possesso di competenze tecnologiche corrispondenti almeno
ai livelli d’uscita del percorso formativo A, nel quale
può assumere il ruolo di tutor d’aula.
• Possesso di spiccate competenze psico-pedagogiche, didattiche
e relazionali comprovate da esperienze e/o titoli.
• Possesso di competenze di tipo progettuale, gestionale,
organizzativo e promozionale, comprovate da esperienze e/o titoli.
• Disponibilità a fornire attività di counseling
sull’uso didattico delle risorse tecnologiche ai colleghi
della propria scuola che frequentano il percorso formativo A
Indicazioni generali:
Nel caso di docenti in servizio su più scuole, la domanda
deve essere inoltrata dall’istituzione scolastica che liquida
lo stipendio.
Per affrontare il percorso formativo, in cui si integrano attività
in presenza e in autoformazione, occorre che il docente abbia
la disponibilità di un PC dotato di collegamento Internet
e di account di posta elettronica in modo da fruire dei materiali
e servizi resi disponibili in rete nonché applicare e sperimentare
quanto appreso.
A tal fine i Dirigenti di tutte le istituzioni scolastiche sono
tenuti a mettere a disposizione dei docenti della scuola, che
frequentano i corsi B, postazioni di lavoro dotate di collegamento
Internet, per almeno tre ore settimanali e per tutta la durata
del corso di formazione.
E’ data facoltà, al docente che lo dichiara nella
domanda di partecipazione, di effettuare l’autoformazione
con attrezzatura personale
I tutor d’aula devono assicurarsi che ogni docente abbia
un proprio account di posta elettronica.
2.3 Percorso formativo C
Premessa:
Al fine di permettere al maggior numero di scuole di dotarsi di
personale in grado di garantire la funzionalità delle infrastrutture
tecnologiche e fornire consulenza sulla loro gestione, il progetto
prevede il percorso formativo di tipo C.
Tale percorso si articola in due tipologie, cui corrispondono
competenze tecnologiche diverse in entrata e in uscita,(vedi §
1.5).
L’accesso ai corsi interesserà circa 5.000 persone
su tutto il territorio nazionale, scelte tra il personale di ruolo,
pertanto, non essendo possibile formare un figura per ogni scuola,
i Dirigenti scolastici devono accordarsi per scegliere un nominativo
che assicuri adeguata assistenza tecnologica a più istituzioni.
L’accesso al percorso C1 è consentito anche al personale
ATA. L’accesso al percorso C2, vista la complessità
delle conoscenze e del background tecnico e tecnologico richiesto,
è riservato al solo personale docente in possesso di specifici
requisiti.
Le Direzioni scolastiche regionali interverranno per effettuare
integrazioni qualora le domande pervenute non coprano tutte le
scuole, specie se trattasi di quelle elementari.
Si invitano i Direttori regionali a studiare soluzioni, anche
nell’ambito della gestione degli organici, per un efficace
impiego della figura sul territorio.
Criteri:
Livello C1
• discreta conoscenza dei sistemi operativi client
• buona dimestichezza con i principali applicativi
• discrete conoscenze nel campo dell’hardware
Livello C2
• buona conoscenza delle più diffuse piattaforme
hardware e software
• conoscenze nel campo dei linguaggi di programmazione
• capacità di installare e configurare software applicativo
e di sistema su piattaforme client
• discreta conoscenza delle tendenze evolutive nel campo
del software e dell’hardware
• conoscenze di base sulle reti locali e geografiche.
Indicazioni generali:
Per affrontare il percorso formativo, in cui si integrano attività
in presenza e in autoformazione, occorre che il docente abbia
la disponibilità di un PC dotato di collegamento Internet
e di account di posta elettronica in modo da fruire dei materiali
e servizi resi disponibili in rete.
I Direttori dei corsi sono tenuti a mettere a disposizione dei
corsisti le attrezzature necessarie alle esercitazioni, anche
in orari non coincidenti con l’attività d’aula
al fine di consentire attività esercitative.
I tutor d’aula devono assicurarsi che ogni docente abbia
un proprio account di posta elettronica, sollecitandolo eventualmente
ad acquisirlo.
I richiedenti dovranno precisare se intendono frequentare il percorso
C1 o C2 e su quali scuole hanno concordato di operare.
Per quel che riguarda il livello C2 dovrà essere indicato
l’orientamento dei partecipanti circa il sistema operativo
di rete in uso, o in via di adozione nella scuola. Nell’erogare
i corsi se ne terrà conto nella fase di costituzione dei
gruppi classe, oppure prevedendo laboratori separati. Ciò
per consentire ai corsisti di effettuare le parti esercitative
in un ambiente simile a quello in cui si troveranno ad operare.
3 LINEE GUIDA PER GLI ASPETTI ORGANIZZATIVI
3.1 Percorso formativo A
Premessa
Ritenendo che il sistema scuola sia perfettamente in grado di
provvedere all’organizzazione, gestione ed erogazione del
percorso formativo in questione, di seguito vengono fornite alcune
indicazioni che si ritiene possano essere di qualche utilità.
Le Direzioni regionali, avranno cura di costituire un gruppo di
coordinamento regionale con il compito di supportare e gestire
i processi messi in atto dal piano di formazione. Allo scopo di
garantire il necessario raccordo sono previsti momenti di confronto
e verifica tra rappresentanti regionali e il gruppo di lavoro
nazionale.
3.1.1 Scelta delle istituzioni scolastiche sede dei corsi
Le Direzioni scolastiche regionali provvederanno all’individuazione
delle sedi dei corsi secondo i seguenti criteri:
• distribuzione su tutto il territorio regionale in modo
da ridurre il più possibile le necessità di spostamento
dei corsisti; nelle città medio grandi si cercherà
di individuare sedi distribuite all’interno dell’area
metropolitana facilmente raggiungibili anche con l’uso di
mezzi pubblici;
• dotazione di attrezzature, vale a dire la disponibilità
di almeno un laboratorio che veda la presenza di 8-10 stazioni
di lavoro connesse in rete locale e dotate di accesso ad Internet
(fruibile da tutte le postazioni).
Tale dotazione è peraltro già presente sia presso
le scuole “Test Center” per la “Patente europea
dell’informatica” (ECDL) sia in quelle che sono state
e sono coinvolte in specifici progetti nazionali o internazionali.
Nel caso in cui il laboratorio non sia cablato, le Direzioni scolastiche
regionali potranno valutare, sulla base dei fondi a disposizione
per le tecnologie didattiche, l’opportunità di erogare
alle scuole le risorse necessarie al cablaggio. Si ricorda, infatti,
che, con la Circolare N. 152 del 18/10/2001, sono state erogate
risorse alle Direzioni scolastiche regionali perché assicurassero,
a tutte le istituzioni scolastiche, la possibilità di provvedere
al cablaggio almeno parziale degli edifici. Con la stessa circolare
è stato suggerito il cablaggio prioritario di alcuni ambienti
e in particolare di un laboratorio;
• l’appartenenza della scuola a reti o gruppi di istituzioni
scolastiche coinvolte in attività comuni di progettazione,
collaborazione, scambio di esperienze, ecc.;
• precedenti esperienze della scuola sulla gestione amministrativa
e cura degli aspetti logistici connessi ad altre attività
di formazione insegnanti;
• motivazione del Dirigente scolastico ad essere parte attiva
del piano di formazione. E’ importante infatti, per la buona
riuscita dell’iniziativa, che l’istituzione scolastica
riconosca questa attività come momento di crescita, occasione
per un’esperienza didattico-organizzativa, opportunità
di stabilire raccordi e relazioni con altre scuole del territorio
e non aggravio amministrativo-gestionale;
• presenza all’interno dell’istituzione scolastica
di docenti che abbiano le competenze necessarie per essere utilizzati
come tutor d’aula. Questo può contribuire ad accrescere
la motivazione dell’intero istituto ad aderire, semplificare
e snellire l’intreccio tra aspetti gestionali e aspetti
didattici;
3.1.2 Iscrizione dei corsisti ed assegnazione
agli istituti sede dei corsi
Le iscrizioni verranno effettuate per via telematica, utilizzando
il modello fornito dal Ministero, attraverso la postazione Intranet
delle scuole.
La correttezza dei dati inseriti è garantita dal Dirigente
scolastico.
Sulla base delle domande pervenute, entro trenta giorni dalla
chiusura delle iscrizioni, il sistema nazionale di acquisizione
produrrà una prima ripartizione dei corsisti in gruppi-corso,
che verrà inviata alle Direzioni scolastiche regionali
le quali, a loro volta, potranno intervenire apportando le modifiche
ritenute opportune. Le singole Istituzioni scolastiche potranno
comunicare entro 30 giorni prima dell’inizio dei corsi eventuali
variazioni dei nominativi.
Le Direzioni scolastiche regionali, sulla base delle schede di
iscrizione pervenute, provvederanno ad individuare le sedi di
afferenza dei corsisti tenendo conto della vicinanza, dell’uniformità
dei percorsi scelti e dell’omogeneità dei gruppi
(l’aggregazione deve avvenire sia in base all’ordine
e al grado delle scuole di provenienza sia in relazione all’area
disciplinare: classico-umanistica, matematico-scientifica, tecnico-tecnologica,
artistico-espressiva).
Le Direzioni scolastiche regionali si attiveranno per coprire
i posti resisi vacanti a seguito delle rinunce in modo da garantire
la massima partecipazione.
Ogni modulo deve avere da un minimo di 15 a un massimo di 24 corsisti
e, pertanto, se un modulo non può essere attivato saranno
tenute presenti le seconde scelte indicate nella scheda di iscrizione.
3.1.3 Organizzazione delle attività presso
gli istituti sede dei corsi
Il Dirigente scolastico è il Direttore del corso ed ha
il compito di scegliere i tutor d’aula, di garantire il
corretto svolgimento delle attività e di coordinarle.
Il Dirigente scolastico deve individuare, fra il personale docente
del proprio istituto, un responsabile organizzativo che ha il
compito di assicurare la continuità tra i diversi interventi
formativi, tenere rapporti diretti con i corsisti, distribuire
i materiali, curare gli aspetti formali e logistici, stilare il
calendario dei corsi ecc.
Il nominativo di tale responsabile deve essere comunicato per
via telematica alla Direzione scolastica regionale che lo pubblicherà
su Intranet unitamente ai recapiti telefonico e telematico messi
a disposizione dalla scuola per fornire informazioni.
Il responsabile organizzativo costituirà i gruppi da assegnare
a ciascun modulo e collaborerà con il Dirigente scolastico
ad individuare i tutor d’aula, scegliendoli in base alle
competenze e alle esperienze possedute rispetto ai temi da trattare.
Il responsabile organizzativo provvederà a raccogliere
i dati riguardanti le azioni di monitoraggio, concordate tra Ministero
e INVALSI, e a inviarli telematicamente.
Il Direttore del corso è tenuto a rilasciare la certificazione
prevista sulla base di appositi modelli predisposti dal MIUR,
a redigere e inviare alla Direzione Regionale una relazione riguardante
l’andamento didattico dei corsi svolti, nonché a
fornirne la rendicontazione amministrativa. Inoltre, al fine di
costituire un archivio nazionale, i direttori dei corsi comunicheranno
alle Direzioni regionali e all’INVALSI i nominativi dei
referenti organizzativi e dei tutor d’aula .
3.1.4 Tempi di erogazione dei corsi e indicazioni
generali
Le attività di formazione inizieranno nel corso dell’anno
scolastico 2002/2003 e si concluderanno entro il dicembre 2003.
Il Direttore del corso organizzerà le attività di
formazione in modo da garantire che ogni docente frequenti i moduli
di tipo tecnico (1-7) prima dei moduli orientati alla didattica
(8-14).
3.1.5 Reclutamento dei tutor e conduzione dei
corsi
I docenti che aspirano a diventare tutor d’aula devono presentare
domanda al Dirigente della scuola sede dei corsi, assieme a tutta
la documentazione a supporto, precisando per quali moduli ritengono
di poter svolgere tale attività sulla base delle esperienze
e competenze indicate nel curriculum vitae che avranno cura di
allegare.
Il Dirigente della scuola sede dei corsi, sulla base della documentazione
presentata, affiderà la docenza valutando:
• esperienze di formazione degli adulti sulle TIC;
• esperienze di integrazione delle TIC nella didattica;
• frequenza di corsi di formazione sulle TIC;
• titoli culturali e scientifici.
3.2 Percorso formativo B
Ogni Direzione scolastica regionale affida la conduzione dei percorsi
B a Università, Istituti di ricerca, Agenzie formative
accreditate a questo scopo presso la Direzione regionale stessa,
a Scuole o reti di scuole. E’ ovviamente possibile ricorrere
anche ad una pluralità di soluzioni. In caso di coinvolgimento
di Istituzioni scolastiche, la Direzione regionale produce un
elenco di nominativi di docenti aventi titolo per essere nominati
tutor d’aula per il percorso formativo B, dal quale i Dirigenti
scolastici delle scuole sede di corso attingeranno. E’ comunque
auspicabile che l’erogazione dei corsi preveda la presenza
di tutor provenienti dal mondo della scuola.
I docenti che aspirano a diventare tutor d’aula devono presentare
domanda al Direttore Scolastico Regionale, precisando per quali
moduli ritengono di poter svolgere tale attività sulla
base delle esperienze e competenze indicate nel curriculum vitae
che avranno cura di allegare, assieme a tutta la documentazione
a supporto.
Le Direzioni regionali, sulla base della documentazione presentata,
includeranno i candidati nell’elenco utilizzando come parametri
di valutazione:
• esperienze di formazione degli adulti
sulle TIC ;
• esperienze di integrazione delle TIC nella didattica;
• partecipazione a progetti nazionali o europei sull’integrazione
delle TIC nella didattica;
• esperienze di progettazione di attività almeno
a livello di istituzione scolastica;
• la frequenza di corsi di formazione sulle TIC;
• titoli culturali e scientifici.
3.3 Percorso formativo C
Ogni Direzione scolastica regionale affida la conduzione dei percorsi
C a Università, Istituti di ricerca, Agenzie formative
accreditate a questo scopo presso la Direzione regionale stessa,
a Scuole o reti di scuole. E’ ovviamente possibile ricorrere
anche ad una pluralità di soluzioni. In caso di coinvolgimento
di Istituzioni scolastiche, la Direzione regionale produce un
elenco di nominativi di docenti aventi titolo per essere nominati
tutor d’aula per il percorso formativo B, dal quale i Dirigenti
scolastici delle scuole sede di corso attingeranno. E’ comunque
auspicabile che l’erogazione dei corsi preveda la presenza
di tutor provenienti dal mondo della scuola.
I docenti che aspirano a diventare tutor d’aula devono presentare
domanda al Direttore Scolastico Regionale, precisando per quali
moduli ritengono di poter svolgere tale attività sulla
base delle esperienze e competenze indicate nel curriculum vitae
che avranno cura di allegare, assieme a tutta la documentazione
a supporto.
Le Direzioni regionali, sulla base della documentazione presentata,
includeranno i candidati nell’elenco utilizzando come parametri
di valutazione:
• esperienze di gestione di infrastrutture informatiche
nella scuola e/o fuori, con particolare riferimento a reti locali
(LAN) e/o geografiche (WAN) e relativi protocolli
• specifiche conoscenze nell’area dei sistemi operativi
di rete
• progettazione e/o realizzazione di prodotti software
• titoli culturali e scientifici
4. CARATTERISTICHE/TIPOLOGIA DEI MATERIALI E
DEI SERVIZI
4.1 Indicazioni generali
Un primo livello di indicazioni si trova nel Progetto Base allegato
alla decretazione dei fondi accreditati per l’iniziativa,
in cui vengono elencate finalità e soggetti delle varie
azioni.
In tale progetto si individuano vari compiti e varie azioni. L’azione
che ci riguarda, di produzione di materiali a livello nazionale,
si riferisce alla voce “creazione di servizi in rete”
all’interno della più ampia voce “Azioni di
supporto del Ministero”.
I compiti affidati alle due Direzioni regionali individuate, all’INDIRE,
all’INVALSI, all’ITD-CNR, all’Osservatorio Tecnologico
(OTE), si configurano come Linee di produzione indipendenti, di
cui però il Ministero garantisce uno stretto coordinamento.
I materiali commissionati all’INDIRE (percorso formativo
A), alla Direzione regionale Veneto (percorso formativo B), alla
Direzione regionale Basilicata (percorso formativo C), dovranno
essere realizzati da soggetti terzi, pubblici e privati, di provata
esperienza nazionale, sulla base di indicazioni operative concordate
con un gruppo di progetto, istituito dagli affidatari citati.
Le azioni di progettazione e realizzazione dovranno prevedere
sia la produzione di materiali, sia l’erogazione di servizi.
4.1.1 Caratteristiche dei materiali.
I materiali, tutti reperibili in rete, costituiranno un supporto
al raggiungimento degli standard formativi definiti nel Documento
“Percorsi formativi”.
Essi non avranno il carattere di “courseware”, anche
se attraverso una opportuna stratificazione-tipicizzazione (casi,
esempi, esercitazioni, informazioni, approfondimenti, ecc.) dovranno
essere coerenti con l’articolazione temporale, comune ai
tre livelli, prevista per ciascun modulo:
• 2 ore di autoformazione, tese a introdurre il modulo;
• 3 ore di aula tese a sviluppare i temi del modulo;
• 4 ore di autoformazione tese a presentare approfondimenti
concettuali e arricchimenti operativi;
• 3 ore di aula, tese a stimolare analisi critiche e a sistematizzare
le competenze acquisite.
I materiali per l’autoformazione, reperiti in rete, possono
anche prevedere attività di interazione.
I materiali calibrati per i diversi percorsi formativi e i diversi
moduli afferiranno, comunque, alle seguenti tipologie metodologico-didattiche:
• materiali informativi sui contenuti;
• casi ed esercitazioni su cui far lavorare i corsisti;
• materiali di approfondimento: argomentativi, comparativi,
problematizzanti e repertori di esperienze;
Oltre a ciò, l’organizzazione dei materiali dovrà
assicurare il necessario aiuto:
• al corsista (distinguendo nettamente quanto dovrà
essere fruito in autoformazione e quanto in aula), sia per la
sua attività ordinaria, sia in risposta ad esigenze di
approfondimento personale (predisponendo bibliografie, letture
aggiuntive, casi più articolati, esempi più complessi);
• al tutor d’aula fornendo schede, lucidi, suggerimenti
a loro espressamente rivolti nonché un’apposita guida
all’uso dei materiali;
La fruibilità sarà favorita attraverso la chiarezza,
l’essenzialità, l’aspetto grafico, i collegamenti,
la ricchezza e la diversificazione dei riferimenti.
Nell’impostare gli esempi, i casi e le proposte esercitative
si deve tener conto degli ordini e dei gradi di scuola di provenienza
dei corsisti, delle diverse aree disciplinari e di tre ambiti
trasversali riconducibili a: didattica, aggiornamento professionale,
gestione scolastica (per un maggiore dettaglio vedere scheda A).
I materiali per l’autoformazione dovranno, in generale,
rispondere a caratteristiche strutturali di autoconsistenza che
li caratterizzino come fruibili autonomamente dai corsisti
La metodologia relativa sarà incentrata sul lavoro di gruppo
e cooperativo, sull’analisi di casi, sulle esercitazioni
e sulla ricerca tramite computer, sulla elaborazione di ipotesi
di interventi da svolgere a scuola e da verificare concretamente.
4.1.2 Servizi
I servizi sono tesi a supportare il personale coinvolto nei corsi
e a prevedere forme di assistenza e di interazione in rete ai
distinti livelli dei corsisti e dei tutor.
In particolare il personale coinvolto potrà usufruire,
attraverso portali Web, sia di servizi promossi dal MIUR e già
realizzati, sia di quelli da attivare, specificatamente, nell’ambito
di questo progetto :
Servizi già realizzati:
Biblioteca del Software Didattico “SD2”, a cura dell’ITD/CNR
di Genova. Si tratta di un centro di documentazione sul software
didattico italiano e straniero volto a promuovere una scelta consapevole
dei prodotti da parte dei docenti e dei responsabili della formazione.
I prodotti disponibili si riferiscono alle principali aree disciplinari
e riguardano la prescuola, la scuola, l'università ed alcuni
settori speciali; una sezione della Biblioteca è dedicata
ai prodotti educativi per disabili.
Osservatorio Tecnologico, a cura della Direzione generale della
Liguria. Si tratta di un servizio in rete tramite il quale si
vuole: monitorare le linee di tendenza delle TIC; realizzare un
supporto di rete per le scuole sui problemi di gestione delle
risorse tecnologiche; fornire esempi di soluzioni adottate ed
adottabili, specie nel campo delle reti interne agli istituti
scolastici; fornire un servizio di raccolta e diffusione in rete
del software gratuito; analizzare piattaforme di e-learning, in
modo da fornire utili indicazioni alle scuole che fossero interessate
ad avviare attività in questo settore.
Banca di esperienze GOLD e servizio di Valutazione del Software
Didattico, a cura dell’ INDIRE; nel caso di Gold si tratta
di un sistema di acquisizione di notizie su good practices e di
documentazione dei processi relativi;
Servizi da realizzare:
raccolta di materiale didattico sull’uso delle TIC. Tale
raccolta dovrebbe coprire tre aspetti: prodotti didattici tesi
a supportare l’acquisizione di competenze di base nell’uso
delle TIC; materiali sull’integrazione tra tecnologie e
didattica; riferimenti a materiali, a vario titolo, disponibili
sulla rete Internet;
raccolta di esperienze, a vario titolo realizzate da insegnanti,
scuole, istituti di ricerca, ecc.;
raccolta di proposte di esperienze didattiche che emergeranno
all’interno dell’attività di formazione;
aree di dibattito specifiche sulle attività di formazione
in corso, aperte alle diverse categorie di soggetti partecipanti
al processo di formazione. Queste potrebbero essere utilmente
suddivise in aree di “staff”, aree tematiche disciplinari
(es. l’uso delle tecnologie nell’insegnamento della
storia, della matematica, ecc.) e non (es. l’uso delle tecnologie
a supporto dei processi di apprendimento); sarà altresì
possibile per i tutor costituire classi virtuali, all’interno
delle quali l’attività d’aula troverà
il proprio naturale prolungamento;
4.2 Indicazioni particolari per la produzione
di materiali relativi ai diversi livelli di corso.
Per quanto riguarda i 7 moduli, del percorso formativo A, relativi
alle TIC, esiste una ricca letteratura a cui si può far
anche ricorso, purchè gli esempi non siano riferiti solo
ad ambiti economico-commerciali, ma contestualizzati in ambito
scolastico.
Per il percorso formativo B, i casi e le esercitazioni saranno
ancora di più improntati, da un lato, sulla cooperazione
e sulla ricerca in rete e dall’altro sulla progettazione
e sulla simulazione di interventi, pensando che un obiettivo finale
è quello di fornire supporti nell’ambiente scolastico
di provenienza.
I materiali riferiti al livello C non devono trascurare, in particolare,
di proporre esempi relativi a situazioni laboratoriali, fra cui
modelli fisici di situazioni di rete anche tra soggetti interni
ed esterni alla scuola, forme e tecniche di assistenza e intervento
a distanza.
SCHEDA A
AMBITI DI RIFERIMENTO
Ambito della DIDATTICA
Riguarda situazioni di apprendimento degli alunni e organizzazione
delle attività in classe.
I materiali quindi devono essere integrabili nei curricoli e rispondere
ad obiettivi sia di tipo trasversale sia riferiti alle diverse
aree disciplinari.
Potrà trattarsi di esempi di: uso di software didattico
guidato o aperto, compresa la possibilità di inserimento
ed elaborazione di dati originali tratti da una attività
sperimentale; presentazioni di casi paradigmatici (es. software
tutoriale, software simulativo ecc.); completamento di ipertesti
con materiale multimediale originale ecc.
Ambito dell’ AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE
Riguarda l’attività che ogni docente svolge per aggiornarsi
sulla propria disciplina e sulla didattica, tendente anche a promuovere
forme di comunità di pratica e ad avviare, nella scuola,
un sistema di laboratori di ricerca e di produzione didattica.
I materiali, quindi, possono riguardare esempi di: sistemi di
produzione e di documentazione, di risorse didattiche interne
alla scuola, raccordi con fonti e riferimenti esterni qualificati,
cooperazione tra il personale della scuola attraverso forme di
comunicazione e interazione in rete.
I materiali, in particolare, supporteranno: l’uso di software
di comunicazione, di motori di ricerca e di sistemi autore a vari
livelli; sistemi di trattamento di prove di verifica e valutazione;sistemi
di catalogazione di materiali e prodotti ecc.
Ambito della GESTIONE scolastica
Riguarda il funzionamento complessivo della scuola, che vede il
Dirigente Scolastico e il Direttore per i servizi amministrativi
in primo piano, insieme alle figure di staff a quelle intermedie
e ai collaboratori. Le TIC devono facilitare quella collegialità
di gestione, tanto auspicata, abbinata ad una presa di decisione
da parte dei Dirigenti responsabili
Nei nuovi modelli strutturali che vengono proposti da più
parti (cablaggio, Intranet, ecc) e con i nuovi strumenti che vengono
forniti dal Ministero, quali l’ambiente “Si Web”
tutto questo è possibile, con competenze ordinarie e senza
aggravio di tempo.
I materiali riguarderanno aree di: supporto alle decisioni e supporto
alla gestione e alla formazione; piani di dotazione e acquisti;
servizi scuola-famiglia; POF e gestione delle riunioni; gestione
automatica degli esiti degli apprendimenti; pagine web della scuola,
anche utilizzando software commerciali curvati allo scopo; archivi
e documentazione anche didattica.
5. Attività di monitoraggio
Il monitoraggio del progetto è stato affidato all’Istituto
Nazionale per la Valutazione del Sistema dell’Istruzione
(INVALSI).
Le funzioni del monitoraggio, a livello nazionale, dovrebbero
essere quattro:
• creare un cruscotto in tempo reale dello stato di avanzamento
- strutturale e/o istituzionale - della realizzazione del programma;
• esercitare un controllo diretto sulla qualità degli
interventi formativi;
• dare visibilità e voce ai destinatari finali del
programma sia rispetto al grado di soddisfazione sia rispetto
all’autovalutazione degli apprendimenti;
• verificare gli effetti della formazione a medio termine
(dopo un anno).
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